Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/347

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308 giovanni mulazzani

l’appellazione di ducato nelle tariffe loro, ed anche nelle spagnuole fino al 1584 del Governatore duca di Terranuova1, dopo di che più non se ne fa parola. Né altro qui aggiungerò, rimandando alla voce abbasso di fiorino d’oro, in cui darò conto disteso del peso, titolo, valore di questa moneta, manifesto essendo, che tutto ciò che sarò per dirne si adatta né più né meno anche al ducato or ora discorso.

DUCATONE — Grossa moneta d’argento del peso di 26 denari mil. sconosciuta nell’antichità e nel medio evo, battuta per la prima volta in Italia a Milano nel 1551 da Carlo V cogli argenti venuti dall’America2. Però il suo nome originario fu di scudo d’argento da L. 5,12, per differenziarlo da quello già esistente d’oro di egual valore. Di questo suo mutamento di nome si hanno memorie sul finir di quel secolo3, e la ragione di non lieve importanza storica ed economica sarà svelata a suo tempo. I tre immediati successori di Carlo V, i re spagnuoli Filippo II, III, e IV ne fecero coniare quantità tale, che fu, mentre regnarono, la moneta fra noi usuale, dopodiché la fabbricazione fu dismessa per rivolgere l’attività della nostra zecca ad altra similmente majuscola moneta, il filippo di maggior utile, come sarà provato alla rubrica competente ove ne esporrò gli elementi economici, trascurate alcune varietà incorse nelle prime battiture in peso ed in bontà di non molto rimarco dal predetto anno 1551 al 1583.

Eccellente sappiasi adunque che ne è l’impasto a denari 11,12, del titolo di 0,958333, del peso di

  1. Manoscritti di Bellati in Brera al T. II
  2. Argelati. T. II, parte III, pag. 36, nota 2.
  3. Ivi, nota 10.