Pagina:Rivista italiana di numismatica 1888.djvu/352

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studii economici sulle monete di milano 313

che nei privati, atteso che le doppie presero posto dell’aureo nummo, itala gloria del medio evo.

FIORINO D’ARGENTO — Vera e reale moneta di questi ultimi anni, derivata dalla Germania, facente parte dell’imperfetto sistema decimale del 1822, pesa denari met. in ragione della lira di d. 4 gr. 3,30 25/27 al titolo di 0,900 valore L. 3.

GENOVINO D’ORO — Antica moneta di Genova indicata dal suo nome, in peso, bontà e valore eguale al fiorino; si trova registrata in una nostra grida del 1315 assieme all’ambrosino, al fiorino e ducato d’oro per lo stesso prezzo di soldi 30. Io la inchiudo nel nostro elenco come moneta patria, poichè tale sicuramente divenne all’aggregazione di quella Repubblica allo Stato di Milano sotto i Visconti e gli Sforza. E genovini d’oro vi sono fabbricati alla guisa de’ repubblicani, col marchio, che salta all’occhio, della biscia nel vertice denotante in un coll’iscrizione la Signoria, che ci era comune.

GROSSELLO — Non da alcun documento nostrale, ma da carta edita dallo storico Ronchetti si ricava questa moneta, che vedremo coll’arcivescovo Giovanni signore di Milano nel 1349 corrente in Bergamo nel 1361, e che si può credere con fondamento avesse da noi preso il nome; peso d. 1; titolo 0,500; valore mezzo soldo imperiale.

GROSSO — Nel porgere che facemmo altrove la storia del sistema monetario di Carlo Magno, che con piccola modificazione durò fino alla fine del secolo scorso fu notata la decadenza cui soggiacque all’estinzione di quella stirpe o poco dopo, e segnatamente poi alla conquista degli Ottoni, ond’è che il denaro fregiato del nome di quegli imperatori non contasse più di 10