Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/103

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86 federico kenner

Ed anche pel medaglione, precisamente come per la moneta, il diritto di effigie e di leggenda è riservato all’Angusto, all’Augusta ed al Cesare. Non v’è alcun medaglione che rechi un’altra effigie qualunque, fuori di queste. Quindi, non soltanto non era lecito al privato di far coniare medaglioni in onore di una persona vivente od estinta, ma ciò non era permesso neppure alle comunità quand’anche insignite del diritto di coniar moneta; l’unica eccezione è costituita da quegli scarsi pezzi, assai probabilmente coniati soltanto a scopo sacro, che in luogo dell’effigie imperiale recano quella di qualche dio od eroe, o della divinità della città, o la personificazione del Senato, ecc. Questi pezzi appartengono alla Grecia continentale, alle isole greche ed all’Asia Minore, quindi ai territori amministrati dal Senato. Ma anche questi medaglioni greci, per ciò che riguarda il diritto di sovranità, seguono le stesse regole del medaglione imperiale di Roma. Il diritto sovrano compete al solo imperatore; egli, per una concessione basata su convenienze politiche, può cedere talvolta l’esercizio del diritto di batter moneta (l’esercizio, non il diritto in sé stesso), e soltanto pel bronzo o rame, al Senato. Questo ne usa, estendendo talvolta l’effigie ad altre persone della casa imperiale, specialmente alle donne.

Bisogna anzi concludere che gl’imperatori medesimi fossero tenuti all’osservanza di queste stesse prescrizioni, che emanavano dal loro diritto sovrano; poichè non si conosce nessun caso in cui, su di un medaglione, sia stato rappresentato in effigie, o ricordato nella leggenda, in vita o dopo morte, un capitano, un uomo di stato, un artista od un filosofo, per quanto benemerito dello Stato o della casa imperiale, per quanto amico personale dell’imperatore, e nonostante che gli si fossero erette statue per ordine di questi o per decisione del Senato.

Il diritto d’effigie e di leggenda, pel medaglione, è quindi riservato all’imperatore con quello stesso rigore che vige per la moneta corrente. Da questa circostanza incontestabile si dovrà dedurre, per necessaria conseguenza, che l’emissione dei medaglioni, di qualsiasi metallo, è basata sul