Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/386

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moneta dalmatiæ 365

moneta anziché quella di soldo pel pezzo su cui troviamo scritto MONETΛ DΛLMΛTIE.

Anche lo scudo raffigurato sopra uno dei lati nella moneta fu argomento di discussione. Zon lo disse ignoto, Lazari non seppe trovare una soddisfacente spiegazione e si smarrì in ipotesi credendo vedervi l’arma Contarini, ma un’opera intitolata: Storia dei Dogi di Venezia1 rilevò essere questo lo stemma della famiglia Surian, cosa che fece dire al mite Kunz che non vi è libro tanto cattivo che non contenga alcun che di buono. Infatti lo scudo d’oro con una banda a tre ordini di scacchi d’argento e di negro appartiene ad una della due case patrizie Surian 2 e si vede anche oggi scolpito in un marmo del quattrocento sopra un fabbricato al Malcanton che dà accesso ad un sottoportico ed una calle Surian. Ma non bastava avere rilevato lo stemma, era anche necessario sapere chi fosse l’illustre uomo di stato o di guerra cui fosse stato accordato l’onore singolare di porre le insegne sopra una moneta coniata nella zecca di Venezia. Le storie sono mute a questo proposito e non ricordano alcun personaggio della famiglia Surian che abbia avuto in quest’epoca una parte importante in Dalmazia. Qualche anno fa, V. Padovan3 pubblicò un documento, dal quale risulta che un Jacopo Surian era capitano a Zara nel 16 luglio 1414, essendogli in tal giorno assegnata una piccola somma dal Senato per alcuni lavori da farsi nella casa di sua abitazione.

Sebbene fra questa data e quella del decreto che

  1. Biografie dei Dogi di Venezia. Doge CX. Venezia 1855.
  2. Freschot, La nobiltà veneta. Venezia 1707, pag. 409.
  3. Padovan, Le monete dei veneziani, pag. 80.