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compendio storico di quindici zecche italiane 489

contano in argento ed in alto e basso biglione; cinque furono pubblicate dal cav. Litta, sotto i numeri 57, 58, 59, 60 e 61, nel fascicolo dei Visconti; ed una io vi aggiungerò inedita, in mia podestà, nella rassegna che farò a suo tempo, sì di queste che di ogni altra altrove fabbricata e portante il suo nome.




IX.


SIENA.


In campo or viene altra zecca di quelle città italiane, che al pari di Genova toste venduta, hanno battuto moneta avanti la pace di Costanza, senza privilegio imperiale per generoso sentimento d’indipendenza; però con questo notabile divario, che quella, di cui andiamo a discorrere, fece uso aperto di emblemi suoi propri, per norma delle genti, non falsando turpemente gli alieni, siccome operò l’altra, imitante il conio di Pavia, corrente in allora e celebrato per tutta Italia.

In Muratori sono a riscontrarsi i documenti per li quali è dimostrato che Siena era in possesso della prerogativa sovrana, di cui ci occupiamo, nell’anno 1170.

I tipi che se ne hanno sono di diverse foggie; i più (e sono gli antichi), tengono l’iniziale S e croce nelle due facciate; altri N • D ed un Angelo; ed uno ve n’ha, singolare, reiteratamente prodotto da Bellini, che mostra la famosa Lupa lattante di Roma. Le