Pagina:Rivista italiana di numismatica 1889.djvu/604

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vite di illustri numismatici italiani 575

de’ suoi superiori, talché, resosi vacante il posto di Direttore del Banco, sulla proposta de’ Senatori, Conte Carlo Grassi e Giovanni Fantaguzzi, fu egli innalzato a capo di quell’importante Istituto. Da quel momento lo studio delle monete diventò in lui una vera passione. Già da tempo aveva egli fatto una copiosa raccolta di monete italiane, e la fama di essa tosto si diffuse nella penisola, sicché giunse a conoscenza del re di Napoli, che allora appunto aveva rivolto il pensiero ad arricchire i suoi musei. Il re ne fece l’acquisto; ma lo Zanetti si diede allora con maggior trasporto a formare una seconda raccolta più copiosa della prima, e dall’incetta delle monete passò a quella delle medaglie. Il Padre abate Gian Grisostomo Trombelli, che fu il più intrinseco de’ suoi amici, che già lo andava ammaestrando nel latino, e nel decifrare le antiche scritture, lo aiutò anche in quelle erudite ricerche, sicché lo Zanetti allargando ed approfondendo le sue cognizioni, ed ordinandole più sistematicamente che non avesse fatto fino allora, faceva rapidi progressi nella vera scienza che è detta numismatica. Povero di fortune, visse lui e la sua famiglia del puro necessario, per consacrare la parte maggiore dell’emolumento, che ritraeva dall’impiego, nell’acquisto di monete, di medaglie e di libri, che dovevano servire ai suoi studi prediletti. Il tempo che gli lasciava libero il coscienzioso adempimento de’ suoi doveri, veniva da lui assorbito in continue letture.

Oggetto del suo esame furono tutte le storie de’ municipi italiani; e ciò non bastando, nelle vacanze, intraprese viaggi,