Pagina:Rivista italiana di numismatica 1890.djvu/170

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bibliografia 161

di confutare, ma senza citare quella ragionevolissima e ormai comunemente ammessa come la vera, ne propone una nuova affatto e che sarebbe la seguente:

Nummus (o Numerus) Cohortis (o Cohortes o Cohortium) APRoni (o APRoniae o APRonianae o APRonianarum)


e, trovando così un nesso fra l’una e l’altra contromarca, fa servire l’una ad appoggio dell’altra. Sta però a vedere so seriamente tale spiegazione possa essere accettata e se abbia un fondamento razionale.

Lasciamo da parte diverse piccole ragioni che vi sarebbero da opporre e fermiamoci a quelle due sole che ci sembrano le più gravi. Nessun documento storico ci apprende l’esistenza di una Coorte Aproniana; non è un varcare i limiti possibili dell’induzione il voler creare una Coorte al solo scopo di dare la spiegazione di una contromarca, tanto più quando ne abbiamo già una che pare assai più naturale? E poi come spiegare il ripetersi di questa stessa contromarca sui bronzi di Claudio portanti la data dell’anno 41 d. C. mentre la prima contromarca d’Apronio sarebbe del 12 a. C. anteriore cioè di 53 anni? È vero che l’A. con uno sfoggio grande d’erudizione ha raccolti tutti i dati storici relativi a quest’Apronio, ed è riuscito a provare che materialmente la cosa non era impossibile, perchà nell’anno 41 appunto Apronio finiva la sua carriera come Governatore della Germania. Data però anche questa possibilità materiale, ben diversa dalla probabilità, e dato, come ognuno sa, che i bronzi contromarcati di Claudio come tutti in generale quelli portanti contromarca sono di pessima conservazione, come si può spiegare che i detti bronzi di Claudio fossero già frusti e avessero perciò bisogno di una contromarca nell’anno stesso in cui venivano battuti?

Non è assai più ovvia l’antica spiegazione della contromarca in questione Nero Caesar Aug. PRobavit? L’A. citando, come s’è detto più sopra, parecchie delle interpretazioni della contromarca NCAPR, e scartandole facilmente ad una ad una, ha taciuto a bella posta, (in una persona tanto