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| 240 | bernardo morsolin |
Giacomo Bannissio, come appare anche dalla leggenda, scolpita nel diritto della medaglia, era dalmata. Il Le Glay dichiara, per di più, ch’egli nasceva nell’isola di Curzola nel 1466[1]. Dove fosse educato e per quali vie entrasse nelle grazie dell’imperatore Massimiliano I, non è dato conoscere. Di lui, come di valente diplomatico, si hanno però le testimonianze nella trattazione d’alcuni difficili negoziati, occorsi durante il periodo delle guerre, suscitate dai Confederati a Cambrai. È notevole, sopratutto, l’opera prestata dal Bannissio presso la corte di Londra, in qualità d’orator dell’Impero verso il 1515: opera della quale è frequente parola nei Diarî di Marino Sanuto. La medaglia ricorda che l’egregio uomo fu inoltre cancelliere, o segretario di Massimiliano: ciò, che risulta anche dalla pubblicazione del Le Glay[2], dalla grand’opera del Sanuto[3] e da una informazione, affidata a Giangiorgio Trissino, quando da Augusta, ov’erasi intrattenuto nunzio del pontefice Leone X, ritornavasi a Roma orator dell’Impero[4]. Dire poi in che anno fosse assunto all’onorevole uffizio, non è certo cosa facile a definirsi.
L’età troppo immatura, di ventidue anni, mi dissuade dal credere ch’egli potesse succedere a Nicolò Ruter, morto nel 1509, il quale fu cancelliere di