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128 arturo g. sambon - il tarì amalfitano


In ogni modo, volendosi attribuire a Guaimario IV, si potrebbe forse supporre che quel principe, rendendo nel 1042 il ducato Amalfitano all’esule e cieco Mansone IV, gli abbia pure concesso di continuare il conio del tarì, a condizione però che su di esso si dinotasse la soggezione a Salerno, e che gli amalfitani dall’invocazione del santo patrono abbiano tratto motivo a rendere meno oltraggiosa quella affermazione del giogo salernitano.

Rimane però sempre certo che questo nostro tarì è uscito dalla zecca d’Amalfi e spero, ora che si è dato un primo passo, che con altri monumenti o almeno con altri raffronti, si potrà determinare con assoluta certezza l’occasione di questa nostra monetina.



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