Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/150

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134 ercole gnecchi

stesso prezzo di quelli di Luigi XIV, doveva essere alla bontà di once 11. Vediamo poi che la Repubblica di Genova, in una sua Grida, in data 18 luglio 1667, pubblicata dall’Olivieri nella sua Monografia sulle monete e i sigilli della famiglia Doria1, prescriveva il bando a tutti i luigini ed ottavetti, i quali fossero di minor bontà di 11 once di argento fino per ogni libbra. È quindi ragionevole il supporre che tale dovesse essere, in quell’anno, il titolo della moneta di Dombes, che le officine italiane avevano preso ad imitare.

Ora, come possiamo spiegare il titolo cosi basso del luigino descritto, coll’immagine e la leggenda di Anna Maria Luisa di Borbone ? Poey d'Avant, ed altri, parlando di questi luigini di Dombes, accennano come, mentre da principio la zecca di Trévoux produceva luigini di finissimo argento, coll’andare del tempo, allettata dal facile guadagno, avesse cominciato ad alterarne la lega, imitando cosi i suoi contraffattori. Potrebbe darsi quindi che la principessa di Dombes, visto il grave danno subito da’ suoi luigini nel Levante, in causa della gran quantità di falsificazioni che vi facevano concorrenza, avesse pensato di rifarsene, abbassando il titolo della sua moneta.

I due assaggi, che ho potuto eseguire su tali monete di Dombes, proverebbero la verità di questa asserzione. Possedendo nella mia piccola collezione di monete francesi un luigino di Anna Maria, dell’anno 1665, l’ho volentieri sacrificato per conoscerne il titolo, e l’assaggio mi ha dato 830 millesimi di

  1. Olivieri A., Monete, medaglie e sigilli dei principi Doria, che serbansi nella biblioteca della Regia Università ed in altre collezioni di Genova. Ivi, 1858, in-8, pag. 80.