Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/161

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il tesoro di andros 145

15. Luigino. — (Gr. 1.900).

D/HAEC • EST • PVLCR • VIRT • IMAG •
Mezzo busto di donna a destra.
R/• DOM • ADIVTOR • ET • REDEMTOR • MEVS •
Stemma di Francia, col lambello a quattro pendenti.
Sopra lo stemma corona fiorita. Ai lati dello stemma 16-69 (inedito).


Tutti questi luigini, come abbiamo veduto, sono perfette imitazioni di quelli di Anna Maria Luisa principessa di Dombes (1650-93), coniati nell’officina di Trévoux. Queste monete, chiamate pezzi da cinque soldi, o dodicesimi di scudo, si coniarono in quella officina dal 1659 fin verso il 1669. Ben poche di queste si diffondevano in Francia, mentre la maggior parte erano mandate direttamente nei porti del Levante, dove quelle monete godevano il massimo favore. La fabbricazione di quei luigini fu così considerevole, che le rendite annuali dell’officina di Trévoux sorpassavano nei primi anni le lire centomila1.

Com’era naturale però, la fama e la fortuna di quelle monete fece nascere in pochi anni una quantità di falsificazioni pure destinate al Levante. Quelle monete furono copiate in Francia, in Germania e specialmente in Italia. — Qui le imitarono gli Spinola a Tassatolo e ad Arquata, i Doria a Loano e a Torriglia, i Malaspina a Fosdinovo, i Centurioni a Campi e nelle varie officine di quella giurisdizione, gli intraprenditori della zecca di Lucca2, e fors’anco

  1. Mantellier, Op. cit, pag. 80.
  2. Vedi Massagli, L’origine, lo scopo e le vicende del luigino coniato dalla zecca di Lucca nella seconda metà del XVII secolo. Lucca 1876, in-8.