Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/169

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zecchino di papa pio ii attribuito a foligno 153

non diremo più ai Principi, andate, ma venite. Noi ci collocheremo sulla poppa della nave; sulla sommità dello scoglio. di là leveremo le mani al Signore per domandargli vittoria, voi verrete con noi.»

Con altre lettere e con molti predicatori inviati dovunque ai fedeli di ogni nazione, li invita a soccorrere l’impresa con armi e con denaro; impone a chierici di pagare a tale scopo la decima parte delle loro rendite, ai giudei la ventesima, agli altri la trentesima, e indice a ritrovo il porto di Ancona per l’estate del 1464. Difatti, il giorno 18 giugno di questo anno, Pio II partì da Roma, e dopo un mese di viaggio faceva solenne ingresso in Ancona, seguito da tredici Cardinali, da molti vescovi e da duemila soldati. Colà fu ricevuto sontuosamente e a gran festa dai cittadini e dai moltissimi armati che lo attendevano, tutti animati dal più ardente desiderio di riuscire nella difficile impresa, e di uguagliare la gloria degli antichi Crociati. L’esempio inusitato incoraggiò gli altri regnanti di Europa e quasi tutti volonterosi si accinsero al viaggio, e si misero in assetto di guerra, o spedirono validi aiuti o rinforzi. Il giorno della partenza era vicino; si aspettavano i Veneziani, i quali con dodici galere capitanate dal doge Cristoforo Moro, entrarono in porto il 12 agosto fra le acclamazioni degli alleati e le benedizioni del Pontefice, che, sebbene già malato, volle assistere all’approdo della flotta. Ma tanta aspettazione e tanto entusiasmo dovevano riuscire vani, e la gioia convertirsi in grave lutto. Dopo due soli giorni Pio II cessava di vivere: la spedizione rimasta senza capo, senza anima, fu abbandonata, e i Cardinali in pensiero per la elezione del nuovo Pontefice offrirono al doge veneto 40,000 ducati e 4 galere papali perché provvedesse al da farsi d’intesa con Mathias re di Ungheria.