Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/486

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428 francesco gnecchi

tivo gli si potrebbero attribuire i piccoli bronzi in discorso.

Un’ultima prova molto concludente l’abbiamo nelle sigle degli eserghi, le quali accennano precisamente alle zecche in attività sotto gli imperatori Costante I e Costanzo II, e iscritte perciò nelle altre loro monete, sigle, che sarebbero un anacronismo al tempo d’Anastasio, sulle cui monete non figurano che le quattro zecche di Roma, Costantinopoli, Antiochia e Nicomedia.

Concludendo dunque, è indubbiamente a Costante I e a Costanzo II che si deve attribuire la seconda emissione dei piccoli (o diciamo piccolissimi) bronzi colle effigie di Costantinopoli e di Roma, i quali vengono cosi a formare una nuova serie di monete da collocarsi in appendice al regno di quei due imperatori.

Do qui la descrizione delle sette varietà che ho trovato nel mio ripostiglio, a cui certo ve ne saranno altre da aggiungere.

COSTANTINOPOLI.


1. D/CONSTANTINOPOLIS

Busto di Costantinopoli coll’elmo laureato a sinistra, il manto imperiale e lo scettro.
RGLORIA EXERCITVS
Un’insegna militare fra due soldati, ciascuno dei quali tiene un’asta e lo scudo a cui si appoggia. Esergo CONST TMHE SMHB SMHL SMNΔ.

2. D/ — — CONSTANTINOPOLIS

Come il precedente.
R — Anepigrafo.
Vittoria a sinistra col piede destro su di una prora di nave, collo scudo e un’asta obliqua. Esergo R * S SMALA SMALB SMALΓ SMALE