Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/494

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436 camillo brambilla

signor Chalon fra le monete del Monferrato, illustrato dal primo nella Rivista d’Asti nel 1867, e dal secondo nella Revue belge del 1866. Lo stesso deve ripetersi per Vincenzo Promis, che alcune inedite pur di quella serie comprese nella sua Memoria quarta di Monete di zecche italiane1.

Un’aggiunta però era stata fatta dall’eruditissimo Vincenzo Lazari alle due monete, che per Gian-Giacomo, aveva pubblicate Domenico Promis, e ciò in una diligente recensione che del lavoro di questi aveva dettata per l’Archivio storico italiano2. Accennava il Lazari di aver veduto fra i manoscritti del valente nummografo Giorgio Viani un bel disegno di una moneta, che cosi descrive: da un lato la epigrafe IOHANES • IACHOBVS preceduta da una crocetta fra due piccole rose, gira intorno alla croce ancorata, e dall’altro nel centro sta una O accosciata e traversata da una I e nel giro la scritta MARC MONTISFERATI. Il Lazari inclinava a ritenere che tale pezzo lavorato per Gian-Giacomo Paleologo e del peso di grani toscani 15 secondo l’annotazione Viani, potesse essere un Forte-bianco.

Trovandomi possessore di un discreto esemplare della moneta già appartenente a Giorgio Viani, ed esattamente descritta dal Lazari, ed avendone un disegno fatto egregiamente dal Kunz, pensai potesse tornarne gradita la pubblicazione, anche perchè il cenno fattone quasi incidentalmente da Lazari non trovasi in opera speciale numismatica, e la esistenza di tal pezzo non fu di poi rilevata dai varii scrittori, che si occuparono delle monete dei Paleologhi di Monferrato, giusta quanto più sopra già ebbi ad accennare.

  1. Torino, 1882.
  2. Nuova serie, Tom. VII, pag. 169. Firenze, 1858.