Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/560

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502 bernardo morsolin

inferiore e la testa, coperta di un cappello alquanto piatto, con le tese posteriori rivolte e sostenute all’insù da un cordone, che s’allaccia superiormente nel davanti, un occhiello sopra la fronte ed un rilievo da un lato come di una pietra preziosa, che vi s’incastoni. Le spalle sono coperte d’un manto o, dirò meglio, di una pelliccia e il petto d’una sopracamicia a crespe, sovra cui pende l’insegna del Toson d’oro. Vi si legge all’ingiro : IMP • CAES • CAROLVS • V • HISP • AC • VTRIVSQ • SICILIA • TE • IERVSALE • REX • ARCHIDVX • AVST • F • F . AVG. La medaglia difetta del rovescio, dove appaiono, in rilievo, certe vene, derivate, non v’ha dubbio, dalla natura del getto. Da un foro, fattovi, non si sa quando, tra il cappello dell’imperatore e la leggenda, appare che la medaglia doveva tenersi, da chi possedevala , appesa. La mano poco destra di chi ve lo ha eseguito, non valse a evitare un certo sconcio nelle ultime due lettere di VTRIVSQ e nelle due prime di SICILIA, che vi si danno a vedere logore, o dirò meglio schiacciate. Che l’artefice della medaglia si conoscesse poi gran fatto di lettere, non pare: lo argomento dalla sigla TE, nella quale è a credere si volesse incidere ET.


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Parecchie delle trenta e più medaglie, illustrate dall’Armand, sono identiche, o quasi, nella leggenda del diritto. Da ciascuna e da tutte differenziasi, invece, la custodita nel Museo Civico di Vicenza. In questa fassi sfoggio di tutti i titoli principali, venuti al Monarca per la morte così del padre, come degli avi Ferdinando il Cattolico e Massimiliano Imperatore. Carlo vi si qualifica cioè Arciduca d’Austria, Imperatore di Germania e re delle Spagne, delle Due Sicilie e di Gerusalemme. Quest’ultimo titolo, usato dagl’Imperatori di Germania sin da’ tempi di Fede-