Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/568

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510 c. luppi

d’émission de la plus grande partie des monnaies frappées sous un gouvernement qai depuis bientôt deux mille ans n’existe plus, voilà ce qui excite véritablement l’admiration.„ Sulla seconda delle opere citate, il medesimo Cohen, dopo la morte dell’insigne autore, per quanto parco estimatore de’ lavori italiani, come lo sono in generale i franceai, non esitò di affermare: “Dans son Spicilegio, Cavedoni a complète ou, du moins, très-considérablement augmenté les savantes recherches et les fines observations d’Eckhel. En même temps qu’on est force de s’incliner devant ce jugement ai sûr, devant cette profonde érudition, on est étonné de la simplicité extrême avec laquelle Cavedoni livre au public des interprétations dont deux ou trois suffiraient pour faire la réputation d’un numismate; mais la science de l’antiquité tout entière était renfermée dans la tête de cet illustre antiquaire. Enfin, il n’a manqué qu’une seule chose à Cavedoni, c’est d’avoir eu un plus grand musée à sa disposition; mais peut-être que a’ il l’avait eu, voyant davantage, il aurait moins deviné.„ Per gl’incontrastabili suoi meriti il Cavedoni fin dal 30 settembre 1847 fu elevato alla carica di Prefetto della Biblioteca Estense e Direttore del Reale Gabinetto delle Medaglie, ed ebbe la sorte di assiderai sullo stallo illustrato dall’immortale Muratori, dal Tiraboschi e dallo Zaccaria, e continuando l’opera di quei grandi, tenne sempre altissima la fama e la dignità di quel celebre Istituto, onorando in Modena, sua patria adottiva, tutta l’Italia e la scienza, cui aveva sì splendidamente consacrato il suo ingegno e l’intera sua esistenza. Alle due opere surriferite il Cavedoni ne aggiunse un’altra non meno di quella dotta e preziosa: la Numismatica Biblica, ossia dichiarazione delle Monete antiche memorate nelle sante scritture (Modena, 1850) cui tennero dietro un’Appendice ed una Postilla (1855). Quest’opera insigne venne subito tradotta dal ch. Augusto von Werlhof in tedesco e pubblicata in Hannover nel 1856. Il Cavedoni per questa riportò in Francia il premio di Numismatica dall’Accademia di Parigi. Detto lavoro fu poi dal ch. William Madden, l’illustre storico della Monetazione Giudaica, giudicato di tanto merito che, non esitò dichiarare: se fosse