Pagina:Rivista italiana di numismatica 1891.djvu/82

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66 luigi a. milani

commerciale e politico, volendo i Romani con ciò dimostrare com’essi intendevano e sapevano rispettare le municipali autonomie.

Roma verso la fine del secolo IV a. C. teneva ormai — lo proverò in altra occasione — il monopolio del bronzo, prima esercitato dagli Etruschi1; e questo metallo essa forniva alle città alleate ed alle colonie per irradiarlo direttamente o indirettamente per tutta Italia ed averne in cambio l’argento e l’oro di cui abbisognava per la sua espansione, specialmente nel Mezzogiorno d’Italia, in Sicilia, in Oriente.






CAPITOLO III.

L’aes signatum quadrilatero2.


Per la cronologia più precisa e rigorosa dell’aes grave romano in genere e delle serie in ispecie credute laziali, da noi assegnate alle città di Suessa-

  1. Le miniere donde gli Etruschi ed i Romani traevano il rame erano nelle maremme Grossetane e Massetane. Vedansi gli interessanti studi minerari del Haupt, pubblicati nella Berg- und Hüttenmaenische Zeitung, 1888, febbraio-maggio, p. 48, 51, 61, ecc., col titolo: Der Bergbau der Etrusker.
  2. Tutto quello che scientificamente si sapeva finora intorno all’aes signatum quadrilatero, si può dire condensato nelle seguenti vaghe parole del Mommsen (trad. Blacas, I, p. 178): « Le style de ces quadrilatères ne dénote pas en général une très haute antiquité; le type reproduit sur les deux faces doit nécessairement en reculer la date jusqu’après l’epoque du perfectionnement de l’art monétaire en Grèce, et nous pensons que la plupart de ceux que l’on voit dans nos musées sont contemporains de l’as libral. Quant à la variété qui porte la marque de sa valeur, cotte circonstance, ainsi que sa légèreté nous engagent à la faire descendre jusqu’après la suppression de l’as d’une livre. »