Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/106

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102 vincenzo capobianchi

proporzioni di queste due serie di denari corrispondono a punto con i due prezzi del soldo d’oro, cioè che 40 denari del sistema di Pipino di grani 24, erano eguali a 30 denari di quei del sistema di Carlo Magno di grani 32.

La data 794, benché con qualche ritardo, concorda bene coll’epoca nella quale la legge carolina andava in vigore in Italia, cioè coll’anno 796 per Pavia e Milano e con l’801 per Lucca e Roma, ed ancora concorda bene coll’anno 801 in cui Carlo Magno aboliva nella legge salica il soldo di 40 denari, mentre avanzando la riforma carolina al 774, come proponeva il de Barthélemy, o al 779 secondo il Guérard, verrebbe a mancare quell’intervallo di tempo in cui ebbe corso in Italia la libra romana divisa in 20 soldi, che ivi precedette quella istituita da Carlo Magno.

Carlo Magno, colla sua nuova riforma formò il vasto concetto di avere in tutti i suoi domini un unico peso ed una sola moneta; egli, perciò, il peso della sua nuova libra lo elevò di un terzo sulla romana, cosicché, diminuendo di un quarto il numero delle once o dei denari, se ne aveva l’equivalenza.

Questa proporzione, che permetteva con gli stessi denari il ponderare contemporaneamente due differenti libre, portò il medesimo resultato della divisione di Pipino facendo rimanere sempre in uso la libra romana, alla quale i popoli erano tradizionalmente abituati, e nei quali l’idea, il nome della libra carolina destava necessariamente l’idea della libra romana, più un terzo di questa libra stessa. E così, la libra carolina, invece di essere la misura tipo, diveniva la misurata, e restava come tipo la libra romana. Ed è perciò che in documenti brettoni della metà del IX secolo trovansi menzionati ed usati i solidi karolisci1,

  1. Cartulaire de l’Abbaye de Redon en Bretagna, publié par M. Aurélien de Coursox, p. 65, Ann. 865, 10 jul. «Haec carta indicat atque conservat quod pignoravit Duil, filius Rivelen, et homo illius no-