Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/148

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142 bibliografia


1. D/ e R/ — Campo: In centro, punto; sopra, una piccola croce. Leggende: contraffazioni di quelle dei moezzini.

2. D/ — Campo: Nel centro: R; R/ — Campo: Nel centro croce Leggende de’ moezzini.

Questo secondo tipo viene attribuito dall’A. a Ruggiero II conte e poi Re di Sicilia.

Il Lagumina ignora però il tarì amalfitano da me pubblicato nella Rivista italiana di numismatica che reca, assieme agli sformati caratteri arabici, l’epigrafe S • ANDREAS, preceduta dalla croce di S. Andrea, e seguita poi dalle lettere SALRN. Curioso ed interessante monumento, che dovette certamente essere impresso ad Amalfi, e che si può, con probabilità, assegnare a quel Mansone III che, nel 981, riuscì ad impossessarsi del principato salernitano. In quel mio opuscoletto, parlando dei tari amalfitani colla croce, menzionati nel documento del 1112 dell’Arch. Cavense, attribuii già ad Amalfi i due tari riportati dall’Engel nelle Recherches sur la Numismatique des Normands de Sicile et d’Italie a Tav. III Nr. 34 e 35. Prima dei due tipi indicati dal Lagumina, fu dunque coniato ad Amalfi un tareno senza il distintivo della croce (ed è naturale, trattandosi di imitazioni, che dovevano, da principio, simulando i tipi arabici, confondersi colle monete dei Musulmani), sul quale, nella speciale occasione della conquista del principato salernitano, comparve il nome dell’Apostolo, patrono di Amalfi, ed il nome della città soggetta.

Il Lagumina dice di non conoscere alcun tareno di Enrico VI, che possa attribuirsi ad Amalfi; ma io non esito ad attribuire a quella città, in seguito agli indizi forniti dal tareno amalfitano del Museo Nazionale di Palermo, il grazioso tareno di Enrico VI, di cui un esemplare è nella mia collezione ed un secondo conservasi nel Regio Gabinetto di Copenaghen.