Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/412

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396 giuseppe castellani

Magistrato del Comune con i severi costumi di cui abbiamo ancora i campioni nell’Archivio Comunale, col pittoresco corteggio dei donzelli, famigli e trombetti nelle loro assise smaglianti; i consiglieri ossia tutti i nobili di Fano vestiti collo sfarzo del seicento, il Governatore anch’esso col corteggio dei suoi famigliari e bargelli, il Pretore o Giudice, le milizie cittadine e immensa folla di popolo si recarono processionalmente al nuovo porto dove il Vescovo pose la prima pietra nelle fondamenta tra il rombo delle artiglierie della fortezza, il suono dei sacri bronzi, lo squillar delle trombe e l’applauso degli astanti ai quali tutti sorrideva quasi il miraggio di una vita novella di prosperità dal lavoro che si intraprendeva con auspici così solenni. Nel fondo del quadro campeggiano le colline fanesi "popolate di case e d’uliveti" e dorate dal sole fecondo di maggio....

E fermiamoci qui, che purtroppo il più bello del Porto Borghese fa questa cerimonia alla quale tennero dietro le più amare disillusioni. Di essa restò la memoria negli scritti e nella tradizione, mentre del porto non rimase che un debito ingente che fu pagato con continui e gravi sacrifìci.

Riandando queste memorie, che pur qualcosa ci serbano di glorie passate, chissà non sorga nella mente dei presenti il desiderio di rivolgersi ad opere le quali tornino a vantaggio del paese che, pur troppo da allora ad oggi, ha ancora perduto molto del suo splendore e della sua ricchezza.

Giuseppe Castellani.