Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/422

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406 bibliografia

ficio completo della logica, per raggiungere il meglio possibile lo scopo supremo della chiarezza; e questo è il motivo che ci fa preferire l’antica divisione. Aggiungeremo anzi, che, se un cambiamento si volesse fare alla prima edizione, noi lo vorremmo in senso contrario a quello che venne fatto, dividendo cioè anche l’oro dall’argento. Ci sbaglieremo, ma abbiamo la convinzione che quando fra qualche tempo si penserà alla terza edizione (definitiva?), si ritornerà all’antico e la si farà piuttosto sulla prima che sulla seconda. Perciò abbiamo sempre preferito partire da quella e non da questa nella pubblicazione delle monete romane inedite o varianti.

Rimane il terzo punto. Ammettiamo senza difficoltà che la questione delle tavole o delle figure intercalate nel testo può essere unicamente di gusto e noi non oseremmo davvero pronunciarci in un senso piuttosto che nell’altro, trovando che ambedue i sistemi hanno il loro lato buono; anzi, se dovessimo dichiarare una preferenza, sarebbe per l’intercalazione nel testo, come mezzo più sicuro e immediato di mettere sott’occhio al lettore le monete descritte. Ma, tolta la questione teorica, e venendo al lato pratico della cosa, nessuno credo vorrà negare che le tavole della prima edizione siano incomparabilmente superiori alle figure intercalate nella seconda, ed è questo che davvero non sappiamo perdonare agli editori, come ci pare poco perdonabile la generale negligenza tipografica dell’opera. Un lavoro come questo, edito a Parigi, che interessa tutto il mondo, meritava certamente anche una veste esteriore pili accurata, e doveva riuscire anche materialmente superiore alla prima edizione, mentre invece è questa che brilla al suo confronto.

Ci sarebbero poi diverse osservazioni di dettaglio che si potrebbero fare all’opera dei successori di Cohen, ma ci condurrebbero troppo per le lunghe. Ne faremo una sola per concludere, circa ai prezzi mercantili. Questi, come è detto nella prefazione, dovrebbero rappresentare i prezzi correnti; ma francamente ci pare di poter osservare che, mentre non furono ribassati quelli di monete, che, per rinvenimento di copiosi ripostigli divennero assai più comuni di prima