Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/530

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506 bibliografia


Motta (Emilio), Il museo di un letterato milanese del Seicento. — Bellinzona, 1892. — (Nozze Salvioni-Taveggia).

Per le nozze dell’amico suo Dott. Carlo Salvioni, Prof, di Letterature Neo-latine all’Università di Pavia, il nostro collaboratore E. Motta, Bibliotecario della Trivulziana, ha dato alle stampe un opuscolo curioso ed interessante, intorno alle collezioni di monete e medaglie, rarità d’arte, mss. e libri figurati, ch’erano stati raccolti dal Canonico Valeri.

Di questo letterato, così scrive il Forcella nella prefazione alla voluminosa ed ormai compiuta sua opera sulle iscrizioni milanesi: "Nato in Milano intorno all’anno 1572 da Gio. Pietro Valeri, e da Francesca Eleonora Guasconi, appartenne alla milizia ecclesiastica, e cessò di vivere il 4 agosto 1651, nella Canonica di S. Maria della Scala, di anni 79 e 7 mesi. Fu dottore in ambe le leggi, profondo conoscitore della latinità classica e cultore della poesia latina. Scrisse opere legali, storiche, archeologiche e poetiche, ma nessuna di queste vide la luce. Il cardinale Francesco Sforza, duca di Fiano, lo ebbe a segretario, e il re Filippo IV gli conferi nel 1627 il canonicato nella regia ducal basilica di Santa Maria della Scala"* 1..

La Trivulziana custodisce un codice autografo del Valeri, contenente l’inventario del museo da lui posseduto, ed il Motta ne trascrive e ne pubblica una parte, con accenni anche a monete e medaglie.


  1. Iscrizioni delle chiese e degli altri edifici di Milano dal secolo VIII ai giorni nostri, raccolte da Vincenzo Forcella per cura della Società Storica Lombarda. — (Vol. I, pag. VI)




Un triens signé par un monétaire mérovingien inconnu jusqii’à ce jour, et frappé dans un atelier nouveau, par le Vte B. de Jonghe. — Bruxelles, 1892. (Estr. dalla lievue belge de Numismatique).

Terzo di soldo, colla leggenda cas — trono(vo) nel diritto (Castro novo), e charivlfom(onetario) nel rovescio (Chariulfo monetario). Fu trovato ne’ dintorni di Langres (Dipart. dell’Alta Marna), e non ha riscontro neppure fra la incomparabile serie merovingia del Gabinetto Nazionale di Parigi. L’erudito Presidente della Società belga di Numismatica, in questo suo breve scritto, attribuisce questa moneta, dubitativamente ma tuttavia con ragioni assai plausibili, a Novum-Castrum nel Limosino.