Pagina:Rivista italiana di numismatica 1892.djvu/55

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i luigini di giulia centurioni serra 51

la battitura di 60.000 ottavetti, nel quale si prescriveva ch’essi fossero di bontà di cinque con però il solito rimedio, non omniettendo però la clausola che, se in appresso le altre Zecche battessero di meno bontà si debba fa lo stesso per la suddetta somma con ridurre alla rata li prezzi e le altre cose secondo il consueto1.

Ma la le riduzioni sulla bontà di quelle monete non finiscono qui. In un nuovo contratto sociale fra il Principe Centurione e il sig. Giuseppe Maria De-Ferrari, in data 24 dicembre 1668, per la battitura di altri 60.000 ottavetti, si fissa che detti ottavetti siano di bontà di quattro .... dedottone per il solito rimedio di uno sino in due denari e sempre colla facoltà di ridurre nuovamente quell’intrinseco a norma di quanto facessero gli altri2.

I sei luigini da me fatti assaggiare, e che stanno fra i 428 e i 488 millesimi di fino, dovrebbero appartenere ai primi contratti di battitura, giacché il loro titolo si aggira fra le cinque e le sei once, mentre è ragionevole supporre che quelli battuti in seguito non saranno stati di bontà superiore a quella prescritta. Da questi assaggi intanto, confrontati con quelli eseguiti sugli altri luigini del ripostiglio di Andros, possiamo dedurre che, fra tutti gli imitatori e contraffattori del luigino di Dombes, i Principi Centurioni furono tra i più onesti. Fatta eccezione del luigino di Trevoux, nessuno degli altri arriva alla bontà dei luigini di Campi N. 1 e 7 (mill. 488), e due soli sorpassano quella degli altri quattro.

Nel mio precedente appunto sui tre luigini di Campi, avevo fatto osservare la straordinaria

  1. Olivieri, Op. cit., pag. 30.
  2. Olivieri, Op. cit., pag. 32.