Pagina:Rivista italiana di numismatica 1893.djvu/207

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176 giuseppe ruggero

del Cardinale, e l'altra di una variante di quello dell'Adorno, mi suggerirono l’opportunità della presente, come di appendice alle due Annotazioni citate.

Fu nel Catalogo di vendita della collezione Battigalli, che trovai descritto al n. 325 e figurato in una infelice zincotipia, l’esemplare del ducato del Cardinale: di quella moneta, che dopo essere stata malamente disegnata in una tariffa della fine del XVI e riprodotta tale e quale nelle successive tariffe del XVII secolo, non era più comparsa in alcun luogo, o per lo meno se ne ignorava l’esistenza. Non avendo potuto avere un calco della moneta, ho dovuto contentarmi della zincotipia per trarne il presente disegno, il quale deve ritenersi d’ora in poi il solo vero e fedele, mentre il primo non aveva altro scopo che di provare che la moneta era stata effettivamente coniata. E come le tariffe d’Anversa avevano alterato la leggenda, così non si poteva ritenere, che pur serbando l’insieme della rappresentazione, ne avessero reso con fedeltà tutti i particolari.

Essendo assai difficile che di questo ducato sia stato ripetuto il conio con varianti, la figura e la descrizione presente dovranno dunque sostituirsi a quelle già date nell’Annot. XIII, e poi nelle Tavole.

D/ – + : P : C : CA : DVCALIS : GVBER : IA :

Castello accostato dal biscione e dal cappello cardinalizio.

R/– + : CON : RADVS : REX : ROM : S : A :

Croce in 9 archetti con palline agli angoli e trifogli o crocette alle punte.
(V. figura 11).

Il lettore potrà rilevare alcune notevoli differenze nelle dimensioni del castello, nella forma e posizione delle altre figure e ’nel numero degli archetti; invece delle palline alle punte degli archetti si hanno dei