Pagina:Rivista italiana di numismatica 1894.djvu/220

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208 francesco malaguzzi valeri

cessa per un anno solo e alle volte anche per un semestre1.

Vedremo però che a tal misura il Comune do vette qualche volta derogare.

Nella seduta del 22 agosto 1549, un mese dopo la presa deliberazione, gli Anziani nominavano di nuovo il Cambiatori locatario della zecca nella quale, in quell’epoca, si battevano soltanto scudi d’oro e bianconi. Nel contratto fu stabilito che i bianconi dovessero essere della bontà di onde nove denari venti e ne andassero alla libbra 71 meno 1|2 giulio, e che gli scudi d’oro dovessero essere della bontà di denari venti e ne andassero 107 alla libbra2.

A quali incisori ricorressero il Comune e gli appaltatori della zecca reggiana in questi ultimi anni pei conii delle monete da battersi, non si rileva precisamente dalle fonti diligentemente consultate. E però bene ricordare che i varii membri della famiglia dei Signoretti, di frequente nominati locatari della zecca, furono orefici e taluni di grido ai loro tempi. L’antico archivio comunale reggiano conserva molte memorie di essi e dei loro lavori d’oreficeria. Fra tutti il più notevole è certamente Giannantonio orefice e medaglista meritevole di studio, del quale restano non poche medaglie, oltre gli esemplari delle monete reggiane che gli si debbono attribuire. Giova però notare che, se forse qualcun altro dei ricordati Signoretti che precedettero Giannantonio può essersi costrutti i nuovi conii, non lo crediamo probabile nel caso di quest’ultimo, in questo tempo non ancora molto pratico della difficile operazione dell’incisione dei punzoni, tantochè, come vedremo,

  1. Arch. cit. — Provvigioni, 1549, 19 Luglio.
  2. Ibid.