Pagina:Rivista italiana di numismatica 1894.djvu/96

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
92 giuseppe castellani

strato dal Tonini1: un picciolo di Fano inedito o meglio citato scorrettamente dal Catalogo Rossi2: un picciolo di Costanzo Sforza, signore di Pesaro3, e da ultimo la curiosa monetuccia che mi diede occasione a scrivere questo articolo.

Eccone la descrizione:

D/ — In tre linee sormontate da corona che chiude un cerchio di fiordalisi: FR • E M • M AS •
R/ — Vaso o canestro di fiori entro cerchio di fiori.
Metallo: Rame misto a poco argento. Peso, milligr. 680.

A primo aspetto, come può vedersi anche dalla riproduzione in testa a questo cenno, la moneta si confonde coi quattrini di Guidubaldo II della Rovere Duca di Urbino, che il Reposati4 chiama del vaso, ma poi si avverte la diversità della leggenda e anche la varietà del rovescio.

Non esitai, alla lettura del diritto, di attribuire la monetina a Francesco d’Este, marchese di Massalombarda, e, procuratomi, a mezzo dell’egregio signor Cav. Ercole Gnecchi, l’articolo del Kunz, ultimo scritto su questa zecca5, vidi che la moneta era rimasta sconosciuta a lui come ai precedenti illustratori. Essa

  1. Tonini Pellegrino, Un picciolo inedito di Federigo II duca d’Urbino. " Periodico di Numismatica e Sfragistica „. Vol. II, pag. 34.
  2. Catalogo della Collesione Rossi di Roma, pag. 83, n. 1077. Al rovescio mette veduta della città, mentre si tratta dello stemma municipale dei due rastrelli, che, visto orizzontalmente, dà sembianza di mura e torri. Questo picciolo venne di recente pubblicato dal Conte Nicolò Papadopoli. Vedi Rivista Italiana di Numismatica, Anno VI, p. 420.
  3. Olivieri, Della Zecca di Pesaro e delle monete pesaresi dei secoli bassi. Bologna, Lelio dalla Volpe, 1773, tom. I, n. xvi
  4. Reposati Rinaldo, Della Zecca di Gubbio e delle gesta de’ Signori della Rovere. Bologna, Lelio dalla Volpe, 1773, tom. II, pag. 199.
  5. Kunz Carlo, Monete inedite o rare di Zecche italiane. — Massalombarda. " Archeografo Triestino „, II Serie, voi. IX, pag. 166 e segg.