Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/178

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170 giuseppe ruggero

zati, si dovrebbe avere in questo caso per il da 5 soldi un titolo di circa 550 mill., che pare appunto sia quello della moneta.

Sarà questo l’unico rappresentante del nuovo tipo? La mancanza di altri pezzi analoghi per ora e la conservazione a fior di conio di questo, che farebbe pensare ad una durata effimera del corso di tale moneta, sembrano favorire questa ipotesi. Ma d’altra parte noi sappiamo benissimo di non poterci fidare alla mancanza di certe monete, mancanza che in un momento qualunque cessa di colpo alla scoperta di qualche nuovo ripostiglio. Dunque tutto è possibile, anche di vedere un giorno o l’altro il doppio della presente moneta e perfino la lira analoga: non dico lo scudo, perchè questo non può variare con eguale facilità il proprio tipo. Egli è vero che nel 1624 si ha una momentanea variante nella leggenda del rovescio in alcuni scudi e spezzati, ma questa non è tale da cambiare assolutamente il tipo1; non parlo qui del cambiamento generale avvenuto nel 1637, del quale tratterò in seguito.

Una maggiore libertà era dunque possibile nel tipo della lira e suoi spezzati, siccome quella che necessariamente era soggetta a variare anche nella legge di battitura. Ed a questo proposito non sarà male d’insistere sopra di questa distinzione, frutto del peccato originale in fatto di monetazione.

Il continuo deprezzamento della moneta che si traduce in aumento dei valori, ha dato luogo a tante perturbazioni nei sistemi monetari, per cui si ebbero numerose e continue varianti nelle specie monetali e nelle valutazioni. Le diverse zecche si trovavano

  1. V. nelle Tavole descrittive Genovesi, ai num. 1451, 1452 e 1453, due scudi ed un ottavo colla leggenda al R. in . hoc . salvs . mvndi.