Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/350

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336 ettore gabrici

opus esse, ut res p. stare posset. Ouod et veri similius videtur, quando et male partis optime usus est1. Comunque sia, egli batte la stessa via di Nerone per riguardo alla monetazione di bronzo, nella quale nulla esce dalle regole da quello stabilite.

Se i figli avessero continuato l’opera del padre, la monetazione loro sarebbe andata bene; ma pur troppo avvenne quel che abbiamo notato dopo Augusto. Vespasiano aveva lasciato ai figli un tesoro ben nutrito, Tito lo cominciò a dissipare con le prodigalità, Domiziano gli diè fondo con le spese enormi delle costruzioni e spettacoli, sopratutto per l’aumento del soldo ai soldati, che accrebbe le spese annuali di un 50 milioni2. Lo studio delle monete di Domiziano avvalora quello che si è detto.



CAPO IV.


Opinione del Mahudel, del De Saulcy e del Borghesi sulle contromarche. — Opinione del Mancini. — Elenco delle contromarche. — Contromarche impresse da Augusto e da Tiberio sulle monete di Lione. — Contromarche impresse da Claudio e loro significato. Interpretazione delle contromarche di Nerone. — Contromarche di Galba, Ottone, Vespasiano.

Non intendo parlare di quei segni che vediamo impressi in incavo sopra un gran numero di denari della Repubblica e dei primi imperatori. Il Borghesi e recentemente il Milani hanno dimostrato che quei segni trovano la loro ragion di essere nelle successive riduzioni che ebbe a subire più volte la moneta d’argento; per le quali le monete già in corso, pur

  1. Suet., Vespas., 16.
  2. Suet., Domit., 7. Cfr. Duruy, t. IV, p. 209.