Pagina:Rivista italiana di numismatica 1895.djvu/43

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cos'erano i contorniati 41

vicina e lontana da quella del Sig. Froenher, vicina genericamente, ma specificamente lontana.

Chi ora mi dimandasse quale fosse il giuoco pel quale dovevano servire, io non saprei veramente rispondere e solo mi limiterei ad escludere quello della dama. Molti giuochi antichi caddero in dissuetudine e quindi in dimenticanza; noi ora non li conosciamo ed è probabile che non li conosceremo mai. Abbiamo già perduta la nozione di parecchi giuochi del secolo scorso, dei quali pure ci rimangono tutti gli attrezzi, che ora per noi sono lettera morta; come probabilmente fra un secolo rimarranno una specie di indovinello pei nostri posteri le carte o le marche di molti giuochi che ora si fanno in società. Quale meraviglia dunque che si sia perduta ogni memoria di giuochi, che erano in uso or fanno quindici secoli?

È però molto logico supporre che in quell’epoca in cui il giuoco era tanto in favore, fra i molti giuochi popolari ve ne fossero taluni, che avevano una certa analogia con giuochi moderni e che allora si facessero con tessere metalliche giuochi non molto dissimili da quelli, che ora noi facciamo abitualmente colle carte. Secondo il mio modo di vedere, i Contorniati avrebbero appunto fatto l’ufficio delle nostre carte da giuoco; ed anzi è probabile che le nostre carte debbano in certo modo riconoscere e ripetere la loro origine dai Contorniati, di cui sono una trasformazione e per oggi l’ultima discendenza.


Prove razionali.


Ammessa questa ipotesi assai semplice, cadono d’un tratto tutte le difficoltà relative alle varie teste e alle varie rappresentazioni, qualunque esse siano.

La testa d’Alessandro Magno e quella degli