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nianum (Curie Romanianum)1; quel luogo diede più d’una volta monumenti antichi e se ne vedono frammenti, secondo il Durandi, nella chiesa stessa di S. Silano, annessa all’antichissima abbazia, come anche si vedono le rovine del castello vicino a Santa Fede. Più a sud, vi è Agamium precitato, il cui nome odierno Ghemme indica l’alterazione dell’antico. Era un pago romano, dal quale ebbero nome i Pagani agamini della stirpe dei Libyci, a quanto pare, ricordati su una pietra opistografa esistente tuttora nella chiesa di Sizzano2. Agamium è ricordata la prima volta nelle carte medioevali del 1014, quando Arrigo I imperatore confiscò i beni del conte Viberto, fratello del re Alboino3, e in una carta del 1207, citata anche dal De Vit4. Non si deve confondere con Agamium ad Palatium degli Agamini situati fra Industria e Testona, in quel di Torino, citati nella lettera di S. Eusebio, vescovo di Vercelli, a varie pievi, nel 3565. È probabile che fino ad Agamium ossia Ghemme, dell’ex contea di Novara, giungesse la provincia romana dell’Ossola, ossia delle Alpi Atrezziane6, essendo situata al sud della Regio Sessitis propriamente detta, abitata dai Lepontii7.

Serafino Ricci.

Torino, Marzo 1896.
(Dal R. Museo di Antichità).


  1. Vedi J. Durandi, nella Tabula Pedemonti antiqui et Medii aevi, annessa agli Schiarimenti sopra la Carta del Piemonte antico e dei secoli mezzani, in Memorie dell’Accad. delle Scienze di Torino, vol. XIX, 1811, per gli anni 1809-1810, p. 881 e segg.; cfr. Piemonte Cispadano, P. 323 (Curte Romanianum del diploma dell’882); cfr. Alpi Graie e Pennine, pag. 119-120.
  2. Vedi C. I. L., V, 2, 6587: C. Atilius C. f. Mar... | Paganis Agaminis arg... | dedit ex quorum red[itu] hoc opus factum [est]. — Cfr. V. De Vit, La provincia romana dell’Ossola, ossia delle Alpi Atrezziane. Firenze, 1892, p. 122.
  3. Vedi Durandi, Alpi Graie e Pennine, p. 119-120.
  4. Vedi De Vit, Op. e loc. cit. — Cfr. inoltre per Agamium novarese Durandi, Dell’antica condizione del Vercellese, p. 127; Marca di Ivrea p. 8.
  5. Vedi Durandi, Alpi Graie e Pennine, pag. citata.
  6. Vedi De Vit, Op. e loc. citati.
  7. Vedi Durandi, Schiarimenti sopra la Carta del Piemonte antico, ecc, p. 190. — De Vit, Op. e loc. citati.