Pagina:Rivista italiana di numismatica 1896.djvu/455

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442 solone ambrosoli

Ebbene: sulle monete dei marchesi di Saluzzo frequentemente1, spessissimo a Desana2, spesso a Montanaro3, e immancabilmente quasi a Messerano e Crevacuore4, questa crocetta assume la forma Cross-Bottony-Heraldry.svg; e questa forma precisa, identica, è comunissima nelle zecche trivulziane5, e s’incontra pure sulle monete di Bellinzona.

Questa crocetta la trovo anche su talune monete dei vescovi di Sion, Matteo Schiner (1500-22), Adriano (1529-48) e Gio. Giordano (1548-65) di Riedmatten, monete che a me paiono di lavoro italiano, a differenza d’altre degli stessi vescovi, le quali sono evidentemente di fattura tedesca.

Si trova poi anche, ed è circostanza degna di rilievo, p. es. sul testone di Sebastiano di Monfalcone, vescovo di Losanna6 che aveva dato in appalto la propria zecca al piemontese Virgilio Forgerio, il quale vi coniò monete di tipo prettamente italiano7.


  1. Dai rozzi disegni litografici dell’opera del Muletti (Memorie storico-diplomatiche appartenenti alta città ed ai marchesi di Saluzzo, Tomo VI. Saluzzo, 1833) si può nulla desumere di concreto in tomo alla forma della crocetta, ma esaminando le monete dei marchesi di Saluzzo si potrà facilmente convincersi che la forma di essa, sul principio del Sec. XVI, è quella da me notata.
  2. Promis (Dom.), Monete della zecca di Dezana. Torino, 1863.
  3. Promis (D.), Monete degli ab. di S. Benigno di Frutt. Torino, 1870.
  4. Promis (D.), Monete delle zecche di Mess. e Crev. Torino, 1869.
  5. Mazzucchelli (Pietro), Informazione sopra le zecche e le monete di Gian-Giacomo Trivulzio, — (In Rosmini [Carlo de'), Dell’istoria intorno alle militari imprese di Gian-Jacopo Trivulzio, libri XV. Vol. II. Milano, 1S15; — alle tav. annesse).
        Gnecchi (Fr. ed Erc.), Le monete dei Trivulzio. Milano, 1887.
        Liebenau (Th. von), Zur Münzgeschichte von Misocco, — (In Bull. de la Soc. suisse de Num. VIme Année. N. 7 & 8. Bâle, 1887; — alle tav. IV e V).
  6. Coraggioni, op. cit. — (Alla tav. XLI, n. 15).
  7. "Questi dei nostri ponzoni si servì per coniarvi testoni e cornabò.» — Promis D., Mon. delle zecche di Mess. e Crev.; — a pag. in nota).