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Pagina:Rivista italiana di numismatica 1897.djvu/494

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delle monete. Ce ne sarebbe d’avanzo per riconoscere a prima vista in questi l’artista che alcuni anni dopo fabbricava i bei conii dei bagattini per la zecca di Reggio-Emilia insieme a Giacomo Martelli[1] se il fatto d’esser ricordato come figlio di Marco in una lettera del Martelli ai sovrastanti reggiani, non ci lasciasse in dubbio. Il fatto di trovare che in entrambi i casi abbiamo presente un incisore di conii, e collo stesso nome e cognome ci lascia supporre che ci troviamo realmente di fronte alla stessa persona e che l’errore del patronimico possa ascriversi al Martelli.

Senza insistere sulla questione ricorderemo che l’Antonio di Battista Magnani, ricordato nell’atto 4 novembre 1473, aveva due fratelli, Matteo e Giacomo, che lo aiutavano nel lavoro. Per allora essi non rifabbricarono di pianta nuovi conii perchè per alcuni anni le impronte non furono mutate e si seguitò a battere colle solite di cui parlammo.

Nel maggio del successivo anno 1474 i soprastanti alla zecca ricevevano dal Comune tremila lire, da servire per l’acquisto della materia prima per la battitura iniziata[2].

Ed ora veniamo al grande mutamento ideato nel regime monetario di Bologna nel 1476, il più notevole certamente in quel tempo, di cui e la mancanza fin qui di documenti e di alcuni prodotti, tra cui i doppi ducati d’oro allora per la prima volta ordinati, furon certo le ragioni principali del silenzio degli storici e degli studiosi sull’argomento.

Ne trovammo i lunghissimi e dettagliati capitoli in un fascicolo di 15 pagine di carattere minutissimo: portano l’indicazione sola dell’anno: 1476. Il

  1. F. Malaguzzi-Valeri, La zecca di Reggio Emilia. (Rivista italiana di numismatica. Anno VII, fasc. II-III-IV, 1894).
  2. Partiti, 7, c. 166, v.