Pagina:Roma Antica 4.djvu/115

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DI FLAMINIO VACCA 43

lutosi egli di nettarle vi trovò dentro molti pezzi di colonne statuali da 30 palmi lunghe, e alcuni capitelli e basi: in capo di esse volte trovò murato un muro, che non era fatto a piombo, molto mal fatto. Risolvendosi di romperlo sfondò in due volte, quali erano piene di ossa d’uomini. Essendo mio amico mi mandò a chiamare, vi andai, e vi entrai con gran fatica, perchè vi era da cinque palmi di vano dalla sommità della volta al piano dell’ossa, e dove mettevamo il piede, affondavamo sino al ginocchio, e come si toccavano perdevano la forma, e si convertivano in cenere; e tanto camminammo che ritrovammo il fine di dette volte; potevano esser lunghe da cento palmi e di vano fino a trenta; restammo stupefatti dalla quantità de’ morti: alcuni dicevano, che fosse qualche crudeltà di Nerone, per essere ivi appresso alcuni edifizj di esso Nerone, e che fossero martiri: altri dissero qualche gran peste: io andai congetturando, che per non essere sfondate di sopra dette volte, fossero stati messi per la bocca; però voglio credere, che fossero messi tutti ad un tempo a suolo a suolo, e quel vano di cinque palmi dalla cima della volta sino alle ossa, era il calo che aveva fatto, mancando la carne: se vi fossero stati messi come ossa, averebbero riempito fino alla sommità della volta, e l’ossa si vedrebbono confusamente gittate, ma vediamo li corpi interi. Questo dà notizia che vi fossero messi con la carne, e quel muro malfatto che stoppava dette volte, non significava altro che a quelli muratori pareva mill’anni di fuggire da quelli cadaveri; ma V. S. come prattica dell’Istorie potrà rinvenire la verità, essendo cosa degna di considerazione.

113. Mi ricordo al tempo di Paolo III avere nella piazza di Santa Maria del Popolo veduto un gran massiccio assai alto di terra. Parve al detto Papa minarlo, e fu spianato. Accanto alla porta del Popolo, dalla banda di fuori vi sono due bastioni fatti modernamente di belli quadri di marmo gentili, quali sono tutti bucati all’usanza de’ Goti, per rubarne le spranghe, che così ne fanno fede gli altri edifizj antichi, ed ho osservato che bucavano tra un sasso, e l’altro, dov’era la commessura per