Pagina:Roma Antica 4.djvu/202

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78 DELLE VIE DEGLI ANTICHI

rone, quantunque neppure per ombra appartenga a quell’Imperadore. L’iscrizione è nella parte opposta alla strada moderna perchè l’antica via passava più a sinistra di questo sepolcro, Presso questo sepolcro si distaccava prima di giungervi a destra un ramo di antica via che dicevasi Vejentana perchè conduceva direttamente a Vejo. Circa un miglio più in là del sepolcro di di P. Vibio dovea essere la stazione ad Sextum segnata nella carta, e perciò non lungi dalla Tenuta di Buonricovero, che si vede a destra sopra di un colle presso la via. Si giunge quindi alle Capannacce Osteria posta sopra un’antico bivio formato dalla via Cassia, e dalla Via Trionfale, la quale staccandosi a sinistra della Cassia, e traversando la valle dell’Inferno sinisce ora alla porta Angelica. Nove miglia distante dalla porta moderna, e dieci dalla antica si giunge alla Storta che è la prima posta attuale. Prima di giungere al decimo miglio attuale si trova un altro bivio; la strada a sinistra, è l’antica via Claudia della quale fu di sopra parlato, e quella a destra continua ad essere la Cassia. Dopo il decimo miglio si trova una strada a destra, che dopo circa un miglio conduce al castello dell’Isola, che è situato sopra una parte dell’antica città di Vejo, oggetto dì tante dispute fra gli Antiquarj de’ secoli passati, nelle quali riportò la palma il Nardini, ponendola al sito dove le scoperte falle negli anni scorsi la determinano desinitivamente. La Carta pone VI miglia dalla stazione ad Sextum a Veji, e ciò perchè Veji si trova realmente dodici miglia distante dall’antica porta; ma è circa un miglio più a destra dalla via Cassia attuale, onde trovandosi nominata come stazione sopra questa strada, conviene credere, che la via Cassia antica passasse più dappresso a Veji, ovvero che trovandosi Veji si poco distante dalla strada l’abbiano posta come stazione di essa, e nel numero delle miglia abbiano calcolato quello del deviamento.

Ma tornando per poco a parlare della via Claudia, che vedemmo distaccarsi a sinistra fra il nono e decimo miglio attuale della via Cassia, passava essa presso Careiæ posta dove si trova oggi Galera, e per Sabate città che dava il nome di Sabatino al Lago di Bracciano giungeva all’Oriolo credu-