Pagina:Roma Antica 4.djvu/51

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DI OTTAVIO FALCONIERI 39

Ricinio fosse, come ho detto, una sorte di vestimento; laddove egli tiene per evidente, ch’ei fusse una spezie di panno, o di velo, che si portasse in testa dalle Donne in occasion di lutto. Ma la contraria opinione è con più probabili ragioni sostenuta da [Quæs. Ep. l. 1 c. 7.] Jacopo Gottifredo, dal Resino, e più diffusamente dal Lipsio, il quale non solamente prova il suo intento, adducendo il costume antico accennalo da Virgilio in que’ versi[Aen. lib. 6].

Purpureasque super vestes: velamina nota
Conjiciunt.

Al quale è verisimile, che potessero avere avuto riguardo i Legislatori; ma di più con l’autorità di Festo stesso addotta dal Gutiers, e dagli altri a lor favore in quel luogo: Ricæ, et riculæ vocantur parva ricinia, ut palliola ad usum capitis facta; allegando quell’altro del medesimo Autore Recinium omne vestimentum quadratum ii, qui duodecim interpretati sunt, esse dixerunt. Il quale egli corregge nelle susseguenti parole non meno ingegnosamente, che verisimilmente facendo, che dove prima si leggeva: Vir toga, qua mulieres utebantur, con quel, che segue; si legga Ver. togam, cioè Verrius togam, qua mulieres utebantur, prætextam clavo purpureo: onde il sentimento di tutto il luogo sia, che il Recinio, è qualsivoglia vestimento quadrato, secondo gl’Interpreti delle dodici Tavole; ma secondo Verrio una toga, o veste da donna guarnita di porpora. Da’ predetti due luoghi di Festo, siccome si raccoglie, che la Rica, ed il Ricinio fusscro due cose diverse in quanto alla forma, ed all’uso, e somiglianti in quanto alla materia, tessendosi forse anche questo, come quella, secondo lo stesso Festo, ex lana succida alba: così non sò vedere per qual ragione leggendosi nelle dodici Tavole tribus Reciniis, voglia il Gutiers, che la legge non parli quivi altrimente di una sorte di vestimenti, ma di un panno, o velo, che portassero in testa le donne; come se appunto tribus ricis o riculis, e non tribus riciniis vi si leggesse.

E le parole di Varrone, ch’egli allega per se, mulieres in aversis rebus, aut luctibus: cum omnem