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Pagina:Rosati, Pietro – Carmina, 1887.djvu/79

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tannereis. 75

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Allignata la vite, ahi! chi può dire
Qual s’avvinghiasse a l’uom mortifer’angue?
Si videro le menti intorpidire,
Morir le forze nel corpo che langue,
E sol destarsi atrocemente l’ire
A dar di piglio nel fraterno sangue.
Ma tu l’acque al mortal cenni con mano,
E i mali, o Tanner, se ne van lontano.
Te visto, l’arator più non si sbraccia,
Volge le spalle al campo, e addio gli dice;50
E più il sudato giogo non impaccia
Del giovenco la languida cervice:
Povertade in Averno si ricaccia
E Fatica, che in quella la sua radice:
Nè l’errante nocchier con merci estrane
Ha più mestiero di buscarsi un pane.