Pagina:Saggio di racconti.djvu/31

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la figliuola della vedova 23

dova queste buccole son troppo di lusso;» e corse alla mamma chiedendole un piacere. Era il primo piacere che le chiedeva. Figuratevi! la mamma le disse subito che le avrebbe accordato qualunque cosa. E allora la Teresina la pregò di far barattare con due cerchiettini semplici semplici le belle buccole che aveva, e di adoperare l’avanzo del loro costo a farsi qualche cosa per sè. Udito questo, la mamma si pentì quasi della promessa, perchè non voleva che la sua figliolina si privasse di quell’ornamento che era il solo che le fosse rimasto; ma visto come ella fosse determinata a farlo, e che le sarebbe dispiaciuto troppo il non essere esaudita, si lasciò indurre a contentarla, e la Teresina ne fu lieta oltremodo. E sapete voi? con quella semplicità di vestiario il suo volto dava meglio a divedere la bontà del suo cuore. Perchè non è vero che per farsi benvolere siano necessarj gli adornamenti. Passano spesso per caricature; si guarda quelli, e non si bada più alla persona. I veri ornamenti dei fanciulli sono la nettezza, la semplicità e la modestia.

La Teresina aveva cominciato a lavorare tanto bene e tanto presto la treccia, che già guadagnava qualche cosetta, e sua madre ne ricavava un sollievo. Ma più che altro le facevano somma consolazione la bontà e il giudizio che sempre vedeva crescere in lei. E la Teresina se ne era accorta, e senza inorgoglirsi, se ne consolava dentro di sè, vedendo come le riescisse di fare in qualche modo il proprio dovere. Poi fu anche più convinta e