Pagina:Saggio di racconti.djvu/33

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la figliuola della vedova 25

fu entrata nel letto, non potè fare a meno di abbracciarla e baciarla, dicendole che aveva udito la sua preghiera, che la ringraziava, ma che non le pareva di meritare quell’elogio. La mamma meravigliata e commossa, le rispose che aveva parlato col cuore, che ogni sera faceva la stessa orazione, e le pareva anzi di non potere spiegare tutta la consolazione che ricavava dalla sua buona condotta. Così tra questi lieti e amorosi colloqui ambedue si addormentarono piene di dolce consolazione.

Già v’immaginerete che la Teresina da quella sera in poi raddoppiò le sue premure per meritarsi l’approvazione della mamma e per consolarla sempre di più. Che si fa celia! ella s’era ormai figurata di aver avuto come in custodia una madre amorevole; e col crescere dell’età aumentava in lei il rispetto per chi le aveva dato la vita. La contentezza dell’animo poi le rese più lucido l’intelletto, e acquistò un’abilità grande nei suoi lavori. Sicchè potè presto provvedere ai suoi bisogni, ed anche procacciare alla madre quei comodi che aveva dovuto abbandonare dopo la morte del marito. In sostanza, la Teresina arrivò ai punto di poter dire alla mamma già invecchiata: «Ora dovete riposarvi; avete faticato tanto per me! voi mi avete dato la vita, la sussistenza e l’educazione, mentre io non posso fare altro che prepararvi un po’ di riposo. Accettate questo almeno, e lasciate a me la cura del rimanente.» La madre piangendo di consolazione abbracciava la figliuola, e la ringraziava. Benchè