Pagina:Saggio di racconti.djvu/82

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74 racconto nono

si manteneva sempre nemica. Tuttavia era determinato a non abbandonare nessuno; e sempre ilare in mezzo alla famiglia si studiava anche di nasconderle il proprio stato, nel tempo che non sapeva a che partito appigliarsi per migliorarlo. Se avesse voluto andare attorno mendicando aiuti, o corteggiare i facoltosi e i grandi adulando e servendo alle mire dell’ambizione, avrebbe forse trovato il mezzo di riscattarsi dall’indigenza; ma sdegnava ogni guadagno che non venisse da onorati sudori, nè voleva dipendere dai capricci degli stolti o dei viziosi.

In quel tempo non era stata ancora inventata la stampa1, e i libri per istudiare erano manoscritti; quindi costavano molto, e spesso era difficile trovar da comprarli; e chi ne aveva dei più rari e dei copiati con esattezza poteva proprio far conto di possedere un tesoro.

Gasperino era provvisto delle opere principali necessarie all’esercizio della sua professione; in esse

  1. Quest’arte nacque nel secolo XV. Alcuni ne attribuiscono la prima invenzione a Coster della città di Harlem (anno 1437); i più a Gutemberg di Magonza che produsse i primi saggi di stampa a Strasburgo nel 1436. Quindi Gutemberg fu aiutato a perfezionare la scoperta da Schaeffer e da Faust (1462). È probabile che Coster fabbricasse i suoi caratteri in legno, e che gli altri inventassero il modo di fonderli in metallo. Quindi Bernardo Cennini orefice fiorentino, visti i primi fogli stampati di Magonza, penetrò da sè la scoperta, e con l’aiuto dei figliuoli fu il primo a pubblicare in Firenze nel 1471 opere stampate con molta correzione e con eleganza.