Pagina:Saggio di rime.djvu/41

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* xl *

Sappiam che su l’Empireo
     Di te più vaga, e splendida
     Alma fra tutti gli Angeli
     32Non gode Iddio associar.
Che Figlia ti considera,
     Che dolce Madre chiamati,
     E Sposa dilettissima:
     36Che più si può bramar?
Oh! doni, oh! nomi celebri,
     Deh! a me sien felicissimi,
     Che lor ben di cor supplico,
     40Il miglior mio a impetrar.
Me con Giovanni esprimere,
     Il dissi, e l’uman genere
     Volle morendo, e piacquegli
     44Lui Figlio a te lasciar.
Similmente sovvengati
     D’Ester la bella, ed inclita,
     Che pel fedele popolo
     48Seppe sì ben pregar.
Quella di te fu immagine;
     Ma della immagin valida
     Più non sarà il prototipo,
     52Me degli affanni a trar?
Delle colpe l’incarico,
     Che l’alma tanto opprimono
     Umilmente scongiuroti
     56Di sopra a me levar.
Appresso che sollecita
     Pervenga quell’ora ultima
     Che a te vicin conducami,
     60A te vicin mirar;



E col