Pagina:Salgari - Al polo australe in velocipede.djvu/47

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

capitolo iv. - dalle bermude alle falkland 39


quantità di corpuscoli in sospensione e sui quali viene a rifrangersi la luce solare.

— Ma i mari gialli, rossi, bianchi....

— Hanno altre cause. Taluni sembrano tali, ma in realtà non lo sono; assumono quelle tinte per illusioni ottiche. Il Mar Rosso però, deve la sua tinta ad un essere microscopico intermedio fra l’animale ed il vegetale, ad una specie particolare di oscillaria.

— È vero che ci sono anche dei mari limpidissimi?

— Sì, Bisby, ma la loro limpidezza non è immensa, nè tale da permettere di scorgere il fondo marino. Quella limpidezza si osserva per lo più negli oceani situati presso le regioni polari e specialmente nell’oceano Antartico; anche nei mari situati fra i tropici, la trasparenza è notevole. In taluni luoghi si possono vedere dei pesci nuotare ad una profondità di ben centotrenta metri.

— Un’altra domanda.

— Sono a vostra disposizione.

— Hanno voluto farmi credere che l’acqua del mare, oltre contenere il sale, ha pure dell’argento.

— È vero Bisby; il mare contiene tanto argento, tanto ferro, rame e piombo da arricchire tutti i popoli, se quei metalli si potessero estrarre. Si afferma che l’argento che contiene è così enorme, da superare tutto quello che possiede la popolazione della terra, più quello che contengono ancora le miniere del Perù e del Messico.

— Ma perchè non lo estraggono?

— Perchè bisognerebbe far evaporare un mare per ottenere forse tre o quattro chilogrammi del prezioso metallo, ed il carbone occorrente per tale immensa evaporizzazione, costerebbe cento volte il doppio.

— Ma allora la massa d’acqua che circonda la nostra terra deve essere immensa.