Pagina:Salgari - Al polo australe in velocipede.djvu/77

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capitolo viii. - l’assalto dell’albatros 69

CAPITOLO VIII.

L’assalto dell’albatros.

La situazione del povero negoziante di carni salate, stava per diventare estremamente pericolosa. Pure lo credereste? Bisby che infine non mancava di coraggio, salutò la scomparsa del mostro con un sospiro di soddisfazione!... Quel cetaceo gli aveva prodotto un certo terrore, con quella sua enorme bocca che pareva pronta a inghiottire qualunque preda, sicchè trovavasi meglio solo in acqua che su quel dorso viscido.

Non sarebbe necessario dire che il negoziante, al pari del maggior numero dei suoi compatrioti, era un abile nuotatore. Aveva fatte le sue prove nella baia di Chesapeake, e un bagno anche prolungato non gli faceva più paura.

Il suo corpaccio grasso, d’altronde, lo sorreggeva facilmente e ritardava, almeno per qualche tempo, l’irrigidimento delle membra.

— L’avventura si complica, borbottò il negoziante, fendendo vigorosamente le onde. Che il mostro si sia inabissato, ne ho molto piacere, ma se la goletta tarda a ritornare, non so se continuerò a nuotare un paio di ore. Quest’acqua è diabolicamente fredda e mi pare che incrosti dei ghiaccioli addosso ai miei panni. Auff! comincio averne abbastanza di questa spedizione polare e comincio a rimpiangere i miei magazzini. Orsù, coraggio Bisby mio, e cerchiamo di trovare un punto d’appoggio.