Pagina:Salgari - Duemila leghe sotto l'America - Vol. I.djvu/61

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
59 la cateratta


L’ingegnere, la cui maschia figura spiccava fieramente in mezzo a quell’oceano di fuoco, con un gesto energico additò la cateratta.

— Avanti! avanti! comandò. Non abbiate paura!

Morgan, quantunque sicurissimo di non toccare il fondo della cateratta colle membra sane, lanciò il battello innanzi.

— Tenetevi saldi! s’udì gridare l’ingegnere che era di già avvolto fra la nube di vapore.

Erano allora sull’orlo della cateratta. Il battello, vigorosamente spinto innanzi, oscillò un istante come un ubbriaco, s’inchinò a prua con uno scricchiolio sonoro e si slanciò a precipizio giù per la china, urtato, flagellato dalla massa d’acqua.

Aveva percorso appena venti metri, quando a prua avvenne un cozzo fortissimo che atterrò i quattro uomini. Un urlo terribile si confuse coi muggiti delle acque che schiacciavansi furiosamente contro le roccie.

— Siamo perduti! aveva urlato O’Connor.

Il battello, incagliato fra le sporgenze di due scogli, si era arrestato a mezza discesa semirovesciato sull’anca di tribordo.