Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/128

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Le palle del forte cadevano con matematica precisione sulla nave, colpendo gli uomini ed attrezzi; però anche i proiettili dei francesi non andavano perduti, causando gravi danni ai bastioni, costringendo i tiragliatori a sgombrare le vicinanze della baia.

Dopo un paio d’ore di vivace bombardamento, la fregata, ripostasi alla vela, cominciò ad avvicinarsi scaricando tremende bordate, come se fosse decisa a tentare uno sbarco.

I suoi quaranta cannoni vomitavano torrenti di ferro, diroccando una buona parte delle mura del forte. I pirati rispondevano vigorosamente, ma penavano a tener testa a tanta furia.

Alle dieci si tirava a mitraglia, fulminandosi quasi a bruciapelo.

Allora dai fianchi infiammati della fregata, si videro staccarsi sei imbarcazioni cariche di uomini, e dirigersi rapidamente verso la piccola baia.

Il capitano Parry li vide a tempo e lasciati quaranta uomini al servizio dei cannoni, lanciò gli altri in mezzo alle rocce, per impedire ai nemici di prendere terra. Una viva fucilata s’incominciò fra pirati ed i marinai delle imbarcazioni, ma quest’ultimi, più numerosi e meglio armati, sbarcarono fra le scogliere, poi passarono sull’isolotto, cominciando ad arrampicarsi su per le rocce.

A metà via pirati e francesi s’incontrarono, azzuffandosi ferocemente. La mischia fu orribile su quel pendìo sdrucciolevole e in mezzo a quelle acute rocce.

Francesi e pirati, aggrappandosi e stringendosi in un abbraccio mortale, cercavano di rovesciarsi giù per le rocce.

La lotta fu breve. I francesi, più numerosi, costrinsero ben presto i loro avversari a ripiegarsi verso il forte.

Parry vedendo i suoi in rotta, accorse con una ventina di artiglieri, gridando:

– Avanti! Avanti! Uno sforzo ancora e vinceremo.

I pirati piombarono nuovamente sui nemici i quali correvan su per le rocce con straordinaria agilità, cercando di accostarsi al fortino.

In quel mentre Banes, abbandonando il suo cannone, si slanciò fuori della mura, per cercare di unirsi ai francesi.

Già stava per scendere attraverso le rocce, non curandosi delle palle, quando un braccio di ferro lo arrestò, mentre una voce gli diceva:

– Fermati, imprudente!

Banes si volse come se una serpe l’avesse morso, e si trovò dinanzi a Bonga. Il negro gli additò i pirati, i quali si arrampicavano su per le rocce, mentre quattro cannoni carichi a mitraglia, stavano per fulminare i disgraziati francesi.

Banes ebbe appena il tempo di ripararsi dietro una rupe che i