Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/141

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il passo a colpi di gomito, a cui i cinesi rispondevano con un energico fan-konaio (stranieri demoni) e con gesti minacciosi.

Dopo di aver camminato per mezz’ora, quei due degni galantuomini si fermarono dinanzi a un ampio negozio ripieno di porcellane, di seterie, di cotoni, di zuccheri, di caffè, di oppio e di mille altri oggetti. Pareva un magazzeno ove si vendevano all’ingrosso tutte le merci possibili.

– Qui credo che faremo qualche cosa di buono – disse il capitano entrando.

Sei o sette cinesi gli andarono incontro, domandandogli in cattivo inglese ciò che chiedevano.

– Il padrone – disse Parry.

Alcuni minuti dopo si trovarono in presenza di un cinese piuttosto piccolo, tozzo, vestito di seta azzurra ricamata in oro, il quale salutò gentilmente i due stranieri.

Il capitano gli espose le sue intenzioni, cioè di vendere le sue merci, e dopo di aver parlato per un’ora, metà inglese e metà cinese, concluse l’affare con un modico ribasso.

Terminata la vendita i due pirati tornarono a bordo e fecero i preparativi per ricevere il ricco cinese, il quale dovea venire l’indomani a ricevere la merce.

Infatti al mattino il negoziante si recò a bordo della Garonna in una piccola barca dorata, guidata da quattro giovani tankà (battellieri).

Il capitano lo ricevette cordialmente e fu tosto cominciato lo scarico sotto gli occhi del compratore, il quale con un paio di occhiali senza lenti, esaminava scrupolosamente la merce, scuotendo il capo e borbottando parole incomprensibili.

Tutta la giornata lo scarico continuò, ma venne la sera che ancora la metà era a bordo.

Il cinese fu invitato a dormire nella nave, ma sia che non si fidasse di quegli stranieri o per altro motivo, declinò l’invito e tornò a terra.

L’indomani, ultimata la consegna, il capitano riceveva un milione e centomila lire in oro, essendo state rifiutate le tratte dapprima offerte.

Sbarazzata la Garonna del suo carico, non mancava altro che di fare un’ampia provvista di viveri e di munizioni, ma il capitano volendo dare un po’ di riposo al suo equipaggio, destinò che il carico di viveri si facesse due giorni dopo.

La mattina seguente trenta marinai, scelti fra i suoi più fidi, furono incaricati a comperare dei viveri. Prima però che s’imbarcassero li avvertì che al primo colpo di cannone ritornassero immediatamente a bordo, perché doveva essere il segnale di pericolo. I trenta marinai, appena imbarcati, remigarono rapidamente e in meno