Pagina:Salgari - Gli scorridori del mare.djvu/29

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– Meno male – mormorò l’ufficiale.

Per alcuni minuti ancora continuarono a camminare in mezzo a quella fitta foresta. I marinai erano così affranti che parecchie volte essi proposero di fermarsi, ma la voce incessante del secondo li trascinava innanzi.

– Andiamo sino al fiume – diceva. – L’uragano ci è addosso.

Mezz’ora dopo la colonna giungeva sulla riva d’un largo torrente ancora a secco.

Numerosi macigni e scogli erano sparsi pel suo letto, e testimoniavano l’impeto della corrente quando l’acqua abbondava.

I marinai senza dir verbo, e senza curarsi dell’uragano che minacciava di scatenarsi, si lasciarono cadere sulla riva opposta, malgrado le reiterate preghiere del secondo, il quale voleva che tirassero innanzi fino alle caverne.

Il secondo, l’ufficiale, i negri e una mezza dozzina di marinai cercarono un riparo sotto alcune rocce per vegliare sui loro compagni già addormentati.

Alle dieci l’oscurità era profondissima; però poco dopo un immenso