Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/101

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giosi, temendo sempre di vederli da un istante all'altro precipitare nel tenebroso abisso che si estendeva in fondo a quella prima scarpa.

Di quando in quando, il dottore, non potendo frenare le proprie inquietudini, chiedeva:

– Vi è pericolo?

– No – rispondeva invariabilmente padron Vincenzo.

Giunti trenta metri più sotto, i due pescatori si arrestarono. La luce non giungeva più fino a loro e non osavano continuare la perigliosa discesa, temendo di trovarsi improvvisamente sull'orlo di qualche baratro che non potevano distinguere e precipitarvi dentro.

– È necessario che ci raggiungiate – disse Vincenzo. – Qui non si vede più nulla.

– Andiamo – disse il dottore, volgendosi verso Michele.

– Tenetevi presso di me, signore – rispose questi. – Un marinaio ha il piede più pronto e non perde mai l'equilibrio.

Abbandonarono il crepaccio e cominciarono a loro volta la discesa, superando una dopo l'altra quelle onde solidificate e poi quell'ammasso di cordami o di budella.

I due pescatori s'erano fermati presso una stretta gola, formata probabilmente dalle lave e che scendeva con una certa rapidità fra due alti muraglioni di marmo bianco.

Padron Vincenzo stava per cacciarvisi dentro, quando, girando gli sguardi in direzione del lago, scorse, ad una distanza di tre o quattrocento metri, un vivo bagliore che già ben conosceva.

– I funghi! – esclamò, con voce giuliva.

– Si vedono? – chiese il dottore.

– Sì, anch'io li vedo! – esclamò Michele.

– Allora siamo vicini alla scialuppa.

– Fra cinque minuti vi saremo, dottore.

– Ed il punto luminoso?

– Scomparso, signore – rispose Roberto, che era salito su di una rupe.

– Si fossero annegati, almeno! – esclamò padron Vincenzo.

– Forse quegli uomini si saranno fermati in qualche baia, difesa da qualche scogliera.

– O saranno giunti all'imbocco del tunnel, dottore.

– Non importa, li raggiungeremo.

– Dovessimo arrancare come i galeotti della repubblica veneziana – disse Michele.

– Avanti, scendiamo!

Si cacciarono entro la stretta gola, e sorreggendosi l'un l'altro, cinque minuti dopo giungevano presso l'ammasso di funghi. La scialuppa non doveva trovarsi che a pochi passi.

Essi si slanciarono verso la piccola baia che s'apriva dinanzi a loro, e poco dopo ritrovavano finalmente il battello ancora legato allo scoglio.

– Per mille milioni di merluzzi! – gridò padron Vincenzo, balzandovi dentro. – Credevo proprio di non doverlo più mai rivedere!...