Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/114

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– Non avete osservato che la fiamma della torcia si allargava e che diventava azzurrognola?

– Sì.

– Ciò indicava la presenza del gas infiammabile. Un istante di ritardo e forse noi scatenavamo un torrente di fuoco e forse facevamo crollare le vôlte della galleria.

– Per centomila merluzzi!

In quell'istante in lontananza si udì una tremenda detonazione, poi sotto le oscure vôlte si vide irrompere un uragano di fuoco, ma che quasi subito si dileguò perdendosi in direzione del mar Tirreno.

– Mille fulmini! Cos'è avvenuto? – chiese padron Vincenzo, impallidendo.

– È scoppiato il grisou – rispose il dottore.

– Chi lo ha acceso?

– Certamente gli uomini che ci precedono.

– E saranno morti?

– È probabile.

– Accorriamo, dottore.

– Un momento: datemi una lanterna di sicurezza. Sento che il gas tuonante ci circonda. Che nessuno accenda un zolfanello, o siamo perduti!


XIV.

Le vittime del «grisou».


La lampada di sicurezza, inventata dal celebre chimico inglese Davy circa ottant'anni or sono, permette di sfidare impunemente il gas tuonante, chiamato anche grisou, che si trova sparso talvolta in grandi quantità nelle miniere di carbon fossile.

Somiglia ad una lampada comune, ma la fiamma è circondata da una fitta reticella metallica, la quale impedisce che l'accensione si comunichi al gas esterno, e ciò per una legge fisica assai facile a spiegarsi.

Il grisou, penetrando attraverso la reticella, si accende subito, senza però provocare esplosioni, essendo la quantità minima, ma il metallo, che è un buonissimo conduttore, assorbendo immediatamente il calore, impedisce che si comunichi all'esterno.

Prima dell'invenzione di questa lampada, tremende esplosioni avvenivano nelle miniere di carbon fossile, seppellendo talvolta sotto le macerie delle centinaia di operai; ora questo pericolo è evitato. È bensì vero che anche oggidì di quando in quando si hanno da deplorare delle catastrofi; sono però dovute all'imprudenza dei minatori, i quali talvolta osano accendere le pipe, malgrado il pericolo e gli ordini severissimi degli ingegneri.

Accesa la lampada con speciali operazioni, il dottore ed i suoi compagni guardarono se le vôlte avevano sofferto per quel tremendo scoppio, ma videro che non avevano ceduto in alcun luogo. Solamente qualche crepaccio si era manifestato nella parete meridionale, cosa però di nessuna importanza.

– È stata una vera fortuna che la fiammata sia fuggita verso l'ovest – disse il dottore. – Se si fosse rovesciata su di noi, ci avrebbe arrostiti e probabilmente anche subissati.

– Che vi sia qualche miniera di carbon fossile in questi paraggi? – chiese padron Vincenzo.

– Certamente – rispose il dottore. – Il grisou irrompe dai carboni ordinariamente, però non manca nelle salse e nei pozzi petroliferi.

– Che siano stati gli uomini che ci precedono