Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/133

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pugno.

– Ma io non vedo delinearsi alcuna forma umana – disse il dottore.

– Quelle canaglie sono più furbe di noi, dottore – gridò Michele. – Sono nascoste dietro quella massa.

– Alto là! – tuonò padron Vincenzo. – Arrendetevi o facciamo fuoco!

Una rauca imprecazione si alzò fra le nere acque del laghetto sotterraneo.

– Ve lo dicevo io che vi è qualcuno nascosto dietro quel galleggiante? – gridò Michele, volgendosi verso il dottore.

– Fermati! – tuonò padron Vincenzo.

Una forma umana, d'aspetto gigantesco, sorse improvvisamente dai flutti, issandosi sul galleggiante e tendendo la destra verso gli esploratori, urlò:

– Cani! Non avrete il tesoro! Vi ucciderò tutti!

Poi si precipitò nel laghetto sollevando una grande ondata, scomparendo agli sguardi attoniti del dottore e dei tre pescatori.

– Mille demoni! – gridò padron Vincenzo. – Lo slavo!

– Simone! – avevano esclamato il signor Bandi, Michele e Roberto.

Una voce lontana, che veniva dall'opposta estremità della caverna, rispose con tono di terribile minaccia.

– Sì, lo slavo Simone.

– Vieni qui, disgraziato – gridò il signor Bandi.

– No!

– Vuoi dunque la guerra?

– Vi ucciderò tutti! Il tesoro è mio! Guai a chi me lo toccherà.