Pagina:Salgari - I naviganti della Meloria.djvu/56

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si erano sbarazzati delle loro vesti, non conservando che le loro larghe fasce di lana rossa per tenervi appeso il coltello di manovra.

– Vieni – disse Vincenzo.

– Sono pronto – rispose Michele.

– Potrai resistere?

– Non temete: nemmeno quattro miglia mi spaventerebbero.

I due pescatori s'immersero nelle acque luminose, facendo spruzzare in alto un nembo di spuma fosforescente.

Il dottore e Roberto, ritti sulla sponda, li seguivano cogli sguardi e con una certa ansietà. Guai se la fosforescenza fosse cessata prima che i due pescatori potessero giungere alla scialuppa. Vi era anche il pericolo che quei due coraggiosi si smarrissero fra le tenebre e non potessero più ritrovare la sponda, dalla quale erano partiti.

Padron Vincenzo e Michele nuotavano intanto con vigore, fendendo rapidamente quelle acque scintillanti. I loro sguardi non si staccavano dalla scialuppa, la quale, sospinta dalla marea, navigava lentamente lungo le scogliere, inoltrandosi sempre più nella grande caverna.

Le loro braccia poderose disperdevano le falangi delle nottilughe e fugavano le splendide meduse, sollevando sprazzi di spuma iridescente. Pareva che nuotassero in un mare di bronzo fuso o di mercurio. Persino i loro corpi parevano luminosi, come se fossero impregnati di materia fosforescente.

Già si erano allontanati di cinque o seicento metri, quando udirono due grida di terrore alzarsi verso la spiaggia.

Entrambi si erano arrestati.

– Dottore! – gridò padron Vincenzo.

La voce del signor Bandi si elevò fra le tenebre:

– Guardatevi alle spalle!

– Per centomila merluzzi, cosa può aver veduto il dottore? – si chiese padron Vincenzo, gettando all'intorno uno sguardo sospettoso. – Ehi, Michele!...

Il pescatore, che si trovava dieci passi più indietro, rispose subito all'appello:

– Cosa volete, padron Vincenzo?

– Hai scorto nulla?

– No, padrone, e mi domando quale pericolo può minacciarci.

– Il dottore deve aver scorto qualche cosa.

In quell'istante la voce del signor Bandi echeggiò nuovamente fra le tenebre:

– Badate!... Avete un pescecane che vi caccia!...

– Per mille orate! – urlò padron Vincenzo, impallidendo. – Attenzione alle nostre gambe, Michele!... Tieni pronto il coltello!...